
Questo giorno nel paese delle acque minerali se ne va in archivio con un bel po’ di freddo, una bella gara e qualche riflessione.
Ero già in vena filosofa dal mattino presto, con gli amici Gianluca, Monia, Donato e Paolo, ospite d’eccezione di altra società, coi quali ho condiviso un lungo viaggio di andata. Al solito bar De Rocco, prima di partire, beviamo il caffè con le solite compagnie della domenica mattina presto: ragazzi assonnati appena rientrati da notti brave, ragazzi imbottiti pronti per una domenica sugli sci e ragazzi gagliardi, o quasi, che vanno a gareggiare chissà dove…
Poco prima di Nepi un brutto incidente stradale ci rannuvola la giornata e ci costringe ad una lunga e tormentata deviazione; scortiamo la macchina del campione Tajeb, certi che almeno lui lo aspetteranno per partire, e riflettiamo di nuovo sulla vita…accidenti, ma l’essere umano ci fa o c’è? Andate a dormire presto la sera, e comunque, andate pianino su quelle auto che sono proiettili sempre pronti! Ho lo stomaco chiuso e non ho voglia di correre. O forse sì, guardo il cielo un po’ bianco e un po’ azzurrino, ma sì, celebriamo la vita, e corriamo!
Lo start è uno sparo fiacco, non c’è neanche il tappeto elettronico con il classico interminabile passaggio sonoro dei quasi 1800 partecipanti, e udite udite, qualche bravo tapascione ne ha volentieri approfittato per partire in anticipo avvantaggiandosi qualche km, roba da matti, cosa non si fa per faticare il meno possibile…io parto tranquilla, buoni i primi passaggi. Ho il tempo di gustare qualche spaccato di vita pedestre: l’uomo di campagna che fuma beatamente il sigaro sul cancello della sua fattoria e guarda impassibile i matti che corrono in mutande, il ragazzo che dopo il primo ristoro fa una piccola deviazione e poggia educatamente la bottiglia verde di acqua nepina sul cassonetto della differenziata, l’atleta che investe incolpevolmente un batuffolo di gattino sul ciglio della strada, si ferma, lo coccola, riparte e si volta…il gatto si è innamorato, lo segue di corsa, 10, 20, 30 metri...l’atleta intenerito si ferma di nuovo, via le cuffie e la musica, lo prende in braccio. Secondo me non finirà la gara, ma tornerà a casa in compagnia… Sento il malumore e la tristezza scivolar via, volo fino al 13 con un passaggio velocissimo per questo scollinare continuo, poi il freno a mano sul salitone, che fatica, ma so che gusterò il finale. Dal 18° al 22° è quasi volata, sto bene, trovo gli amici che gridano al traguardo, il mio tempo è 1h e 48 e spiccioletti. Gianluca (1 h e 29 per lui come se avesse passeggiato) mi accoglie con un bel sorriso e un caldo k-way pronto, ingoio un limone sano talmente la sete e aspetto la mia amica Monia che anche oggi ha spinto come un’ossessa e ha fatto il suo miglior tempo in questa gara, 1 h e 56’. Donato è già vestito per la ripartenza, ha chiuso in 1 e 35’, proprio bene, bravo!
Degli altri non so nulla, mi scusino, il freddo li avrà dispersi…
Ad ogni modo, complimenti a tutti gli Amatori di Velletri per il consueto coraggio domenicale!
Saluti, Sailor Moon
(si ringrazia per la foto www.podisticasolidarieta.it)