Lepre alla Pisa Marathon

Comincia a diffondersi anche nelle maratone non di primissima fascia l’introduzione del servizio pacer ed in questo Pisa è stata tra le prime a portare questa novità, solitamente riservata in quelle dei grandi numeri.

Merito di Fulvio Massini, istituzione podistica toscana, e non solo, ma soprattutto del gruppo che ha preso le redini di questo evento nel 2004, riunendo e coinvolgendo le diverse società provinciali e con al suo interno maratoneti attenti alle cresciute esigenze del popolo delle lunghe ed a quelle che sono veramente le peculiarità che si cercano in una manifestazione.

Così, nonostante il progetto di pausa che mi ero riproposto dopo Padova, il binomio Massini e la presenza degli amici pisani Andrea Maggini ed i fratelli Cecchella (questi ultimi anche consumati pacer), han fatto nascere l’occasione per un ulteriore 42 chilometri primaverile (peraltro la mia 42^, numero di un certo significato), ma anche per un fine settimana nella città ove l’ultima mia presenza risaliva a molti anni fa, sempre in pantaloncini corti, ma saldamente nelle mani dei miei genitori, da buon soldo di cacio di cui conservo le foto.

Fino alle 16 con mia moglie visita della città e delle sue attrattive prima a piedi, poi con il classico bus hop on-hop off con il quale siamo arrivati fino alla Tenuta di San Rossore, polmone verde appena fuori le mura Pisane, ove si spazia con lo sguardo fino alle Alpi Apuane nelle belle giornate chiare.

All’expo poi partecipazione ad un convegno che vedeva tra i suoi relatori alcuni numeri uno del giornalismo di settore, Marco Marchei e Daniele Menarini, lo stesso Fulvio Massini, il Dott . Daniele Farraggiana ed un altro professionista, di cui non ricordo il nome, che ha praticato un paio di dimostrazioni della serie “volere è potere”, cui si sono prestati alcuni dei presenti in platea.

Presentazione dei top runners ed a seguire il pasta party, chiudevano la vigilia negli ampi spazi della ex Stazione Leopolda.

Al mattino trasferimento in bus a Pontedera di buon ora, per favorire la partenza alle 8.30, opportunamente fissata in modo da essere più possibile al riparo rispetto al caldo potenziale di questi tempi.

Il percorso risulterà piacevole per alcune caratteristiche naturali, costituite dai lunghi viali alberati, dai tratti immersi nel verde della campagna pisana non priva di profumi ed odori, per i passaggi all’interno di alcuni paesi ove il pubblico presente aveva comunque applausi ed incoraggiamenti che fanno sempre un gran piacere, per le presenze architettoniche, credo di medievale memoria, che si incontravano o per la stupenda Certosa di Calci, che poco prima del 30° km era da tutti attesa per essere di fatto ai nostri occhi un premio, anzi un …. gran premio della montagna, giacchè posta al termine dell’unica impegnativa, ma dolce ascesa del percorso.

Percorso ben misurato e segnalato, ristori risultati tutti ben forniti e puntualmente posti ogni 5km con molti volontari addetti ad aiutare la loro fruizione, così come gli spugnaggi ed una piacevole doccia nebulizzata al 30° km.

Il pacco gara era composto da una maglietta tecnica mezze maniche offerta dallo sponsor (casa di articoli per il running) ed un paio di campioni di integratori alimentari.

Chip per il cronometraggio con real time all’arrivo ed un solo rilevamento alla mezza maratona, non fornito però nella classifica finale disponibile finora su internet.

Splendida medaglia all’arrivo, tra le più belle che io ricordi, servizio massaggi, borse prontamente disponibili e ristoro ben fornito per un primo pronto reintegro di quanto bruciato per la gara.

Docce al vicino stadio Arena Garibaldi, delle quali non ho usufruito ma che amici con cui ho viaggiato, giunti oltre le 4h40’ mi dicono essere state ben calde, all’interno dei comodi spogliatoi a disposizione.

La gara

Alle 8.00 piove leggermente e qualcuno, che ricorda “l’incontentabile” del Carosello di passata memoria, lamenta addirittura che fa freddo.

Qualche foto di rito anche con i miei due compagni di squadra Mauro e Donato, alla loro seconda maratona dopo l’esordio romano di due mesi fa e siamo pronti a partire.

Ha smesso di piovere, sono con il toscano Ennio Carlini (alla sua prima esperienza da lepre) a guidare un gruppo all’inizio molto folto che punta ad arrivare sotto le 3h30’ al traguardo posto a fianco della Piazza dei Miracoli a Pisa.

Passiamo da Calcinaia (5° km) addirittura mentre dai balconi sui lati piovono su di noi una miriade di multicolori coriandoli dal grande effetto scenografico, ma un po’ ovunque troveremo sorrisi e parole di sprone sul blindatissimo percorso in linea fino a Pisa.

Il plotone è come al solito variegato, un po’ indisciplinato e più desideroso di buona compagnia che non veramente di inseguire un obiettivo cronometrico con tenacia e così si procede con molta allegria, soprattutto alimentata da un atleta pisano che ha una battuta per tutti coloro che incontra, che saluta ogni poliziotto o carabiniere agli incroci al grido di “Buongiorno commissario!” e apostrofa ogni tanto qualche spettatore distratto “rinfacciandogli” una presunta fiorentinità che genera quasi sempre improperi di rimando.

Insomma fino al ristoro del 25° terrà allegra la brigata non respirando praticamente mai, ma sulla salita di Calci lo perderemo e con lui altre unità, tra cui purtroppo la bella eugubina Michela, fin li tenace a restare incollata vicino a noi.

Dopo il 30° come sempre inizia la parte più dura, sulla strada si incontra fortunatamente ogni tanto qualche frazione a dar linfa all’emozione dei 7/8 che ci seguono imperterriti, il ritmo si mantiene buono e l’ingresso a Pisa da ancora energie.

Qui prima dell’ingresso in Borgo Stretto l’unico inconveniente con qualche auto entrata chissà da dove in una stradina lunga un centinaio di metri che procede a passo d’uomo dando un po’ di fastidio. La gente e i turisti che passeggiano in centro caricano al punto giusto in vista del giro sui due paralleli lungarni, dove raggiungiamo Calcaterra che defatica, scortando la sua ragazza Caterina che ha ancora energie da spendere e le farà valere precedendoci di una trentina di secondi, mentre con Ennio sollecitiamo i pochi che sono rimasti intorno a noi, tra cui la regolare e tenace spezzina Silvia che sproniamo per il rush finale che ci vede giungere, secondo programma in 3h29’33”.

Lungo il ritorno a piedi in albergo la soddisfazione di incitare lo sforzo di atleti nell’ultimo chilometro, tra cui i miei compagni di squadra Donato e Mauro, che chiuderanno entrambi migliorando la prestazione dell’esordio romano, Mauro addirittura di più di dieci minuti.

Si conclude così un’altra bella avventura ben costruita e gestita dagli amici pisani, che hanno raggiunto il record di iscritti, superando le 700 unità, delle quali 586 all’arrivo entro le 6 ore massime previste.

Una manifestazione credo ormai matura nella sua architettura e destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni, magari cercando di evitare la data che impone il confronto diretto con il Custoza, altra maratona che come Pisa è ben gestita, a misura di amatore ed ha fatto grosso modo gli stessi numeri. Anticipata di sette giorni avrebbe probabilmente potuto meritatamente raccogliere ulteriori adesioni e magari un pensierino per il 2007 il comitato organizzatore finirà con il farcelo.

Giancarlo Casentini

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