Luigi “IRON MAN” Amato a Zurigo

Un giorno inseguito da sei anni, da quando era scoppiata in lui la passione per il triathlon, che lo aveva già portato in diverse occasioni a cimentarsi nelle prove sprint, nell’olimpico, nel medio e nel lungo, ma finora mai nell’Iron Man.

Un lungo e pesante programma di allenamenti, combinati tra le 3 discipline, durato più di 6 mesi, durante i quali si coglievano con mano i progressi, erano evidenti a tutti i suoi compagni di squadra dell’Atletica Amatori Velletri quando Luigi partecipava alle gare podistiche, con il passare dei mesi lo trovavamo sempre più tonico, sempre più preparato, resistente e veloce.

Come in tutte le prove di resistenza, maratona, ultramaratona, triathlon, sono proprio i mesi di preparazione la parte più dura, la gara sintetizza con la finalizzazione questo stressante periodo, non solo per il fisico, ma anche per la testa ed è un binomio assolutamente necessario quello tra queste due componenti.

Finalmente domenica 2 luglio, finalmente Zurigo!

Sono 1.800 i partecipanti in questa prova che mette in palio anche alcuni slot per l’iscrizione al mitico IRON MAN delle Hawaii, sogno di ogni triathleta.

Per rendere al meglio l’idea di cosa significhi questa specialità, che continua a crescere in praticanti e partecipanti, si parte in mare o lago (come in questo caso) per la frazione a nuoto di 3,8 km, si esce dall’acqua e nella zona cambio si toglie velocemente la muta, si indossano calzini e scarpe e con la bici si inizia un circuito in cui si correranno 180km nei quali è proibito per oltre 20” sfruttare la scia del ciclista che precede, infine di nuovo in zona cambio per mettere le scarpe per l’ultima specialità, la corsa, per la quale si percorrono i 42,195km della maratona!

La gara di Luigi è stata condotta con equilibrio e dosando le forse con estrema sagacia tattica e prudenza, con un progressivo recupero di posizioni, contando proprio su questa strategia, non bruciando tutte le energie sul suo punto di forza, costituito dalla frazione in bici, ma mantenendone anche per la corsa.

Spettacolare lo start, con un immenso mucchio selvaggio ad entrare in acqua con l’incitamento dei tantissimi spettatori presenti, in Svizzera questo sport è amatissimo e conta molti praticanti. “Nei primi 500mt più che nuotare sono stato molto attento a rimanere a galla, ad assorbire i tantissimi colpi ricevuti da chi mi affiancava o mi precedeva. Gli atleti ti passano letteralmente sopra, l’adrenalina è a mille e porta molti a travolgere ogni cosa.” ci dice Luigi. E’ uscito infatti dall’acqua in 1h12’22” (861° assoluto e 158° della sua categoria), un cambio velocissimo in soli 4’09” ed è partito sulla sua bicicletta concludendo i 180km alla bella media di 30km/h in 6h00’22” (890° e 184° di cat.), altro veloce cambio (6’23”) ed è partito per la corsa.

Ovviamente per tutti, Luigi compreso, impossibile andare al ritmo che solitamente si riesce a tenere quando si gareggia solo per la maratona e quindi lui, con un personale intorno alle 3h20’ (sotto i 4’45”/km), ha impostato un passo per cercare di stare sulle 4h, al rilevamento della mezza transita in 2h00’47” e limitando l’inevitabile crisi finale è riuscito a chiudere in 4h22’25” (616° e 128° di cat.).

Il risultato finale riunendo le prove è un eccezionale 11h45’43”, che vale in classifica la 720^ posizione assoluta e la 143^ nella sua categoria, ma soprattutto lo inserisce, a prescindere dal tempo, tra gli Iron Man, coloro che possono fregiarsi del titolo per aver concluso una prova del genere, che solo a pensarla fa vacillare molti, non i 1.503 arrivati di Zurigo, 1346 uomini e 157 Iron Woman, tra cui la bellezza di 169 italiani, classificatisi tra le 8h16’50” del vincitore, lo svizzero professionista Stefan Riesen e le 15h54’51” dell’ultimo, il giapponese Yasuhide Ishigame.

“E’ stata un’esperienza fantastica, una giornata le cui emozioni sono difficile da spiegare. La maratona al termine non è una maratona, è riuscire ad arrivare avendo mantenuto nelle gambe la forza e nella testa la voglia di arrivare a quel traguardo. Molti purtroppo dei ritirati sbagliano proprio lì ed io alla mia prima esperienza temevo questa possibilità, anche se il triathlon lungo disputato un mese prima a Misano Adriatico (4km nuoto, 120 in bici e 30 di corsa) mi aveva dato ottime sensazioni, dopo aver corso l’ultima frazione a 5’/km.”

Doverosi e tutti meritati i complimenti con ammirazione da parte di tutta la società al suo Uomo di Acciaio, Luigi Amato.

Atletica amatori Velletri

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