Maratona di Latina 2006

Ieri il lepraggio era moolto interessato, la lepre è arrivata puntualissima, sola come un cane, ma ugualmente felice al termine di una maratona.

Location: LATINA

Obiettivo: 3h45', il minimo che un MM55 deve aver conseguito per poter effettuare l'iscrizione per la prossima Maratona di Boston.

Soggetto: Ivo, un mio compagno di squadra che ama coniugare turismo e maratona, che vive le gare in modo spensierato, dal primo all'ultimo passo, cercando amicizie, attaccando bottone, fermandosi ai ristori a prender fiato quanto ritiene necessario e solito chiudere oltre le 4h.

Non ha corso New York, ma in America è già stato a Boston, ha fatto Los Angeles e S. Francisco, è già in pensione e con moglie americana e con parenti negli States, vuole convincermi ad andare alla Mara di Washington che a suo dire è più bella di New York, insomma è un bel tipo.

E' quello che avrebbe curato la logistica, la scelta su Internet del volo, dell'albergo, conosce ed ha ovviamente in uso la lingua, insomma oltre che un compagnone quando si sta insieme, avrebbe risolto tutte quelle problematiche che richiedono tempo ed eravamo già in due pronti a partire con minimi già in tasca, ma altri avevano cominciato ad informarsi.

Quando gli ho lanciato l'idea di Boston era appena tornato dal 3h56' di Carpi e si era crucciato del fatto che a saperlo avrebbe magari cercato di impegnarsi maggiormente perchè aveva trovato favorevole il percorso e pensava di star bene, gli ultimi 2/3 km come al solito se li era goduti, salutando e parlando con la gente tranquillamente, così non si è tirato indietro dal tentativo di provarci entro fine anno, Firenze, Latina o Lisbona le candidate, ha prevalso alla fine quella più vicino casa.

Al via non è sicuro di farcela ma promette il suo impegno, formiamo un gruppetto in 4 della nostra società, per tutti loro sarebbe un gran tempo ma sono diligenti e seguono i miei consigli, Ivo in verità si meraviglia già che al 5° km facciamo il primo ristoro prendendo al volo un bicchier d'acqua ed al successivo ristoro ci dice che non è quello il suo modo di correre.

Propongo di andare un filino più veloce e fermarci allora ogni 5km, ma da buon "alunno" dice che continuerà così, è la parte più bella del percorso, il Parco del Circeo, il lungomare in una giornata insolitamente più estiva che invernale, in precedenza avevo corso tutte le altre edizioni in cui ero stato al via con i guanti, la fascia e la maglia a maniche lunga sotto la canotta, ma oggi non è così.

Si uniscono a noi Simona e Mario, una ragazza alla sua prima maratona ed il suo anziano compagno di squadra che l'accompagna, sentito quale è il nostro ritmo sono dei nostri.

Passaggio alla mezza in perfetta puntualità, ristoro del 25° che lascia il segno, da sempre è per me considerato il vero momento critico della maratona, è il ristoro che lascia i primi compagni di corsa del gruppo e così è stato per Mauro e Ivo, che di comune accordo decidono di rallentare, inutile provare ad insistere, si capisce che Boston è andata.

Raggiungo Giorgio, Simona e Mario e continuiamo sullo stesso passo, al 28° perdiamo anche Giorgio, al 32° Mario, mentre la tenace Simona continua al mio fianco, inutile invitarla a coprirsi da un lieve vento che arriva in quel frangente, mostra di tenere.

Al 35° anche lei sembra pagar dazio alla prima, trova il suo muro che cerca però coi denti di scavalcare, siamo su un lungo e diritto falsopiano che a quel punto è per tutti impegnativo, il ritmo scende a 5'35 e mi aveva già detto di andare, il 37° è addirittura a 5'54" e si ferma sentendo il bisogno di alleggerire le gambe.

Faccio due calcoli, vedo in lontananza Marco, un altro compagno di squadra che ha preferito osare anzichè venir con noi dal via, Simona è una dura, sono certo che arriverà ma in quel momento posso far poco per lei, provo a recuperare.

Le gambe sembrano reagir bene, in un paio di km riprendo Marco ma fatti 100mt insieme anche lui si ferma a camminare, è al gancio.

A quel punto mi resta solo di provare a spender tutto e miseramente cercare di chiudere nelle 3h45' da "brava lepre", do tutto quanto rimasto, il passo sento che non è elastico, mi conforta psicologicamente solo il fatto di raggiungere diversi podisti al gancio, rettilineo finale, l'orologio è sulla sinistra vedo il tempo e capisco che sono stato puntuale e ho comunque modo di chiudere con il sorriso dopo 3h44'59".

In fondo ci saranno altre occasioni per Boston.

Alla spicciolata arrivano Marco, Giorgio, Ivo (3h57') e Mauro, tutti comunque soddisfatti, il più dispiaciuto è Ivo pensando che io sia arrabbiato, niente di tutto ciò, lui già pensa a trascinarci in altre avventure, noi già pensiamo che qualcosa si farà, è stato comunque bello tagliare ancora il traguardo, pensando che un altro dei nostri, il grande Gianluca Hulk Belardini, raggiungeva l'ambito traguardo della sua 50^, tra maratone, ecomaratone ed ultra, un grande, ho la soddisfazione di averlo "iniziato" in una Latina di qualche anno fa corsa insieme dal primo all'ultimo metro e chiusa pochi secondi sotto le 3h10'.

Giancarlo Casentini

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