Maratona di New York 2005

Quando a proposito di maratona si parla di Lei, si rischia di scivolare immediatamente nella retorica e di perdere il controllo degli aggettivi.

E’ il sogno e l’obiettivo di ogni maratoneta e sempre un più elevato numero di italiani la raggiunge, quest’anno nell’edizione con il record mondiale di arrivati per una maratona, circa 37.000 da 125 paesi e con l’Italia al secondo posto tra gli stranieri, dopo la Gran Bretagna , con 3.379 atleti al traguardo, record anche questo delle edizioni sin qui disputate, c’erano anche due dei nostri, Giovanni Capuozzo e Giancarlo Casentini.

Partenza alle 10.10 dal ponte Giovanni Da Verrazzano Staten Islands, per poi attraversare tutti gli altri borrows da cui è composta la metropoli: Brooklin, Queens, Manhattan, Bronx, Harlem e di nuovo Manhattan, dove in Central Park si conclude l’avventura lunga 26,2 miglia (i nostri 42,195km), è la New York City Marathon!

Giornata climaticamente non in linea con il novembre tradizionale: foschia e il 98% di umidità alla partenza e temperatura che ha raggiunto i 23° durante la corsa, creando non pochi problemi ai partecipanti.

Lungo le strade scene tante volte raccontate da chi vi ha partecipato ed alle quali si stenta a credere ed invece, gente di ogni razza e classe sociale, tutti ad incitare con passione addirittura superiore a quella con cui da noi si segue il calcio. A Brooklin tutti assiepati a sostenere e a chiamare ogni italiano che passava e con gli ispanici ad incoraggiare i tanti messicani in gara. Anche i volontari e poliziotti, oltre al lavoro cui erano chiamati, sono certamente tornati a casa con il mal di gola. All’ingresso in Manhattan, dopo il famoso e duro Queensbooro bridge che attraversa l’East River, una vera e propria curva che si produceva in un boato continuo. Poi lungo la 1st Avenue all’andata e la 5th Avenue al ritorno da Harem, tutti color che da ogni parte del mondo hanno accompagnato i maratoneti erano ad incitare fino all’ultimo partecipante con cartelli, bandiere, striscioni e con la voce, fino all’apoteosi di Central Park, era un continuo di “Go!”, “You can do it!”.

Questa avventura è stata appieno vissuta dai nostri, ognuno con grossa soddisfazione per aver concluso la propria gara.

Giancarlo Casentini ha condotto un’ottima maratona, tornando su livelli per lui notevoli, considerando il clima e soprattutto la durezza del percorso, chiudendo in 3h05’44” all’823° posto, 113° tra gli italiani.

Giovanni Capuozzo ha avuto il piacere di correre fianco a fianco per diverse miglia con uno dei partecipanti italiani più famosi, Gianni Morandi, incontrato poi anche al termine e venendo da lui riconosciuto e salutato per… avergli corso vicino, a riprova di come lo sport e la corsa in particolare, abbatta distanze di ogni tipo. Al traguardo è giunto in 4h34’47” al 17.454° posto. Poi alla sera la metropoli illuminata ai loro piedi dall’alto dell’Empire State Building per le foto di rito.

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