Cronaca della Maratona di Latina 2005

Una settimana di riposo con due sgambatine ed un po’ di fisioterapia per una contrattura, sono state l’intermezzo tra la Maratona di Firenze di domenica scorsa e quella in programma oggi a Latina, alla quale era difficile non essere, visto che per me è proprio quella di casa (15’ di auto per raggiungere il capoluogo), ero iscritto, avrei trovato un sacco di amici e con loro avrei cercato di dare un senso ai miei 42.195 km, visto che ormai la mia la considero una “stagione finita” a Central Park.

Il senso riesco a trovarlo proprio come avrei voluto, trasformandomi per una domenica in Personal Pace Maker per un gruppetto della mia società che stimolo opportunamente a seguirmi per il loro personale sotto il muro delle 3h 30’. La nostra è una società che fa della corsa un modo per stare insieme e fare spesso e volentieri bisboccia ed il gruppo che mi attorniava alla partenza era un vero e proprio insieme di “compagni di merende” che intorno ad una tavola imbandita renderebbero la vita dura anche al Becchetti ed al Santiloni e così Eligio, Roberto, Enrico e due Fabrizi decidono di fidarsi di me e di provarci, pur sapendo, qualcuno, che nel corso della maratona si sarebbe sfilato, però troppo forte l’idea di far gruppo e di correre un buon tratto divertendosi.

Già al 1° km superiamo l’amico Carmine, che è il responsabile del percorso di questa maratona e sta anche facendo da lepre ufficiale con maglietta e palloncino per chi voglia raggiungere le 3h30’, d’altro canto sono o non sono ormai lepre “diplomata” per questo traguardo?

Alla partenza timori ne avevo, ma passando i chilometri e non avvertendo fastidi, l’unico dubbio è sulla mia tenuta, il ritmo è costante, un filino più veloce di quello da pace maker canonico, fino al 15° ogni 5 km scorrono in 24’25”, compreso il suggestivo momento all’interno di Villa Fogliano, che ogni anno apre per l’occasione i suoi cancelli per consentire il passaggio della Maratona nei 2km di sterrato nel Parco Nazionale del Circeo, abbastanza praticabile nonostante gli ininterrotti e violenti acquazzoni delle 48 ore precedenti. La giornata di oggi è quasi perfetta per correre una maratona, non fa freddo e non fa caldo, non tira il vento che si teme sempre di incontrare sul lungomare ed ancora una volta sono qui a rimpiangere di non aver avuto nella Grande Mela una giornata come questa o quella di Firenze di 7gg fa.

Si passa alla mezza in 1h43’30”, Eligio si era arreso al bivio che separava i maratoneti dai competitivi di un’abbinata gara di 10,2km, sentendo dolori al polpaccio, mentre Enrico, come già prevedeva, ci saluta a metà per proseguire ad un ritmo più tranquillo, anche lui reduce dalla Maratona chiusa a Firenze appena sopra le 4h. Uno dei Fabrizi correndo un po’ a strappi, sempre una decina di metri avanti “per avere spazio vitale”, allunga insieme a Paolo, amico di Lariano anche lui esordiente a New York un mese fa. Restiamo io Fabrizio e Roberto, al 24° finisce il lungomare, si piega verso Borgo Sabotino per iniziare il ritorno verso Latina, il ritmo è buono, si corre in catalessi ed i miei compagni di avventura non sembrano accusare problemi, ancora 24’36” al 25° e 25’02” al 30°, quando al ristoro Roberto perde quei pochi secondi che lo fanno rimanere indietro, cerchiamo di rallentare, ma capiamo subito che il suo passo non potrà più rimanere al livello attuale. La strada Litoranea, parallela del lungomare è tutta diritta, sento il respiro di Fabrizio un po’ irregolare e lo invito a concentrarsi su di esso e trovargli il giusto ritmo, le gambe non lo abbandonano e inizio ad avere la certezza che non mollerà (lui), perché bisogna dire che fondamentalmente è uno tosto. Arriva il 35°, ancora 25’03” ed ora si gira veramente a sinistra in direzione città con la strada in leggerissima ma continua salita per i prossimi 3km, stimolo Fabrizio proprio su questo micro obiettivo “forza, non guardare più il crono e fidati, dobbiamo essere bravi fino al 38° e poi….”. E lo siamo veramente, perché sul ritmo ideale delle 3h30’ perdiamo solo 10”, avendo in cascina fieno in abbondanza prudentemente accumulato nella prima parte. Si intravedono le prime case della periferia, altro stimolo ed al 40° in 25’12” abbiamo lasciato per strada solo quei 10”, la vedo fatta e chiedo a Fabrizio qual è il suo personale “3h34”. “Bene, andiamo a prenderci una manciata di secondi, via in leggera progressione”, Fabrizio pur a fatica stringe i denti e viene senza battere ciglio, raccogliamo qualcuno con i crampi, qualcuno che cammina o poco di più, via Isonzo è finita e con essa se ne è andato il 41°, Corso della Repubblica con il flusso dei cittadini che, pigramente e poco presi da noi in pantaloni e canotta a soffrire per le nostre passioni, tornano a casa con il domenicale cestino di pasticcini, comunico a Fabrizio che stiamo volando verso il suo grande personale, se continuiamo in progressione siamo sotto le 3h29’. 42° km in Piazza della Libertà, è rettilineo finale verso la Villa Comunale da dove eravamo partiti, ci aspettano compagni di squadra per la foto e per gli ultimi incoraggiamenti che consentono lo sprint finale, spinta a Fabrizio per mandarlo a godersi il suo traguardo in 3h28’53”, con la compagna che meravigliata ci dice che lo aspettava per le 4h.

L’altro Fabrizio ci aveva sopravanzato di una decina di secondi, mentre i problemi di Roberto ne hanno limitato fortemente gli ultimi 12 km dopo averci lasciato e chiuderà in 3h53’32”.

Si conclude così con una grossa soddisfazione personale questa maratona perché è bello portare un gruppone verso un obiettivo, ma contribuire a regalare questo traguardo ad un compagno di squadra lo è ancor di più, è la seconda volta che mi capita e, della serie “non c’è due senza tre”, fra 15gg c’è la Maratona di Ostia, ultima per il 2005, se qualche DRS non ha potuto correre a Reggio Emilia e vuole provarci, non ha che da venire, io sono a disposizione.

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